Posts filed under 'Irène Némirovsky'

LA MOGLIE DI DON GIOVANNI di Irène Némirovsky

L’esattezza, sia nel tempo che nello spazio, dei due romanzi ancora poco conosciuti in Italia Suite francese e David Golder, la pedissequa e scrupolosa attenzione ai particolari, agli eventi, ai volti come al temperamento, sbalordiscono i lettori di questa scrittrice russa che, nel 1917, a seguito della Rivoluzione Bolscevica, abbandona San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia.
In una intervista è la stessa Némirovsky a ribadire che, per la stesura dei due romanzi – il primo dei quali, David Golder, l’ha vista giovanissima alla prese con la narrazione, – per la sua tecnica romanziera ha tratto insegnamento da Turgenev, il quale, così come fece la Nostra molti anni dopo, ricostruiva i suoi personaggi con la precisione del dettaglio. “L’immagine di David Golder mi si è imposta con tanta forza – dice la scrittrice, – che per liberarmene ho cominciato a scrivere la sua vita con la massima precisione, seguendo l’ordine cronologico come se si fosse trattato di una vita reale.”
Appuriamo, leggendo – ahinoi ancora solo in francese, – che cotanta padronanza di linguaggio, ma anche di storia, attraverso pedissequi accostamenti alla realtà, con i suoi richiami continui agli accadimenti ed ai costumi, seppur si tratti di pura invenzione autobiografica, derivano da un percorso durissimo, una officina narrativa e stilistica che per lungo tempo ha preceduto la stesura dei due capolavori. Tutta la produzione novellistica della Némirovsky ha prodotto la formidabile narratrice che poi è diventata; poiché solo la gavetta del racconto breve, del romanzo minimo e stringato, riesce ad indicare la giusta via ad un narratore.
Si ravvisa nel racconto, così come nella novella, nella sua caratteristica sensazionale di essenzialità, la capacità di gestione e dello stile e della storia. L’attenzione del lettore non è e non sarà distratta dalla minuziosa e anche, se vogliamo, vezzosa attenzione dei particolari; con la brevità del racconto, il lettore è concentrato sul punto focale, sul fulcro sobrio che deve aprirsi e chiudersi con leggiadria e sicuro di aver detto tutto. La Némirovsky dice, a tal proposito: “Un romanzo ci consente di penetrare in un determinato ambiente: ce ne impregniamo, lo amiamo o lo detestiamo. Ma una novella è una porta che per un istante ci fa intravedere una casa sconosciuta e che subito si richiude”. Ecco svelato l’arcano della sua bravura: lo sperimentalismo che ha preceduto i romanzi.
Questa gavetta Irène Némirovsky l’ha certamente fatta. La stessa ne ribadisce l’essenza concettuale prendendo a modello i grandi maestri che, tramite la cosiddetta brevitatas, hanno espresso tutta la bravura della loro arte: parliamo di Maupassant e Cechov. Muovendo da un antefatto simile, da un riferimento così importante, eccoci approdare, allora, alla lettura de La moglie di don Giovanni, racconto spedito, leggero come un battito d’ala, che vola via in un soffio. Eppure vi troviamo tutti i cardini essenziali che appassionano alla lettura. Qualcuno potrebbe credere, incorrendo in errore, che il tormento che il lettore avverte con questo racconto nasca dalla suspense, dalla trepidazione di scoprire quale orribile segreto celi Nicole la donna, moglie e madre, di cui il racconto tratta, mentre ad un occhio più critico e attento non sfugge lo sperimentalismo strutturale che allontana l’errore di mediocrità nel quale, facilmente, si potrebbe incorrere. Lasciando il percorso usuale e immettendoci in quello più empirico e tortuoso di esploratori di simbolismi e arcani significati, non si può non ammettere quanto ben riuscito sia il personaggio di Clémence Labouheyre, la domestica ammalata e dall’esistenza monocorde, che, ad un certo punto della sua vita, con un pretesto che appare incongruo, scrive questa lunga missiva a più riprese, per rievocare una storia indicibile che il tempo e l’ignoranza di certi risvolti avrebbe potuto celare per sempre.
Sebbene ella stessa si presenti come una figura candida, affezionata, seria e giudiziosa, con il suo linguaggio melenso e ossequioso, Clémence svela tutta la brutalità dell’animo umano che, soccombendo alle dure leggi civili che conobbero per lungo tempo le caste, si rifà su i suoi padroni, rievocando fatti andati, giudicando sommessamente le condotte riprovevoli di quelli. Come non ravvisare la cattiveria e un bieco senso di rivalsa, quando si da a scrivere, con dovizia di particolari e con un sentimento di ipocrita indulgenza, queste parole:
La Signora faceva finta di non vedere, ed era la cosa più saggia, dicevano, perché amava suo Marito. Di questo amore nessuno dubitava. Le donne correvano tutte dietro al Signore, e quando lui le abbandonava perdevano la testa ancora di più. La Signorina sa come sono le donne vero? Era naturale, dicevano, adorare un Marito bello e corteggiato come quello. Con lei era gentile. La rendeva infelice con le sue avventure, si capisce, ma per il resto era sempre molto educato e rispettoso: <>. Non le parlava mai con un altro tono, almeno davanti agli altri, e parecchie volte l’ho sentito dire alla Signorina e ai suoi fratellini: <>. E i suoi begli occhi brillavano come se si burlasse di quel che diceva, ma aveva proprio uno sguardo così, non dipendeva da lui, uno sguardo tenero e vivace, ma quel che diceva gli veniva dal profondo del cuore. Rispettava molto la Moglie. Con i bambini non si può dire che fosse cattivo. Di loro non si occupava granché, ma l’ho visto molto in pena quando erano ammalati. Non sapeva farli giocare né parlarci insieme. Un bacio, una zolletta di zucchero che loro inzuppavano nel suo caffè quando pranzava a casa, non gli si poteva chiedere di più. Si ha un bel dire, ma sono rari gli Uomini che amano i bambini. Sono carne e sangue della madre, ma quanto ai padri…
La Signora, invece, viveva solo per i figli, diceva la gente, e che da grandi l’avrebbero venerata come una Santa. Ma con i suoi bambini era fredda e scostante come con gli altri: era timida e aveva paura di essere derisa. Si può ben dire che la vostra infanzia non è stata molto felice.

Terribili le figure di questi due genitori che, lo si asserisce chiaramente, non conobbero l’affetto per i figli. Terribile anche la voglia di questa governante che, dopo moltissimi anni, prende la penna con il solo intento di risvegliare l’antico dolore che la Signorina – ossia Monique, allora solo una bambina solitaria e insicura,- ha, forse, saputo dimenticare, cambiando città, sposando un uomo che la ama e mettendo al mondo tre figli.
Tant’è che, a fine racconto, viene da chiedersi che motivo aveva questa donna morente di stravolgere la vita di Monique con modalità tanto brusche e senza alcuna considerazione per l’animo umano? Per quale ragione, tutt’un tratto, decide di spolverare vecchi drammi e scoprirne degli altri? A queste domande, suscettibili di molte interpretazioni da parte del lettore che, in questo senso, può davvero sbizzarrirsi, non c’è risposta, mentre comune rimane la considerazione per Monique, la donna-bambina sulla quale, ancora una volta, si riverseranno, suo malgrado, i mille misfatti dei suoi genitori, rendendola, forse, ancora una volta, una persona infelice e addolorata.

La moglie di don Giovanni, Irène Némirovsky, pagg. 46, € 5,50, Anno 2006, Adelphi Edizioni, ISBN 88-459-2104-2

1 comment Giugno 18, 2007


Pagine

Archivi

Blogroll

Meta

Articoli Recenti

Tag

Add new tag Anna Banti Annie Vivanti campi di concentramento classifiche critica letteraria Dacia Maraini deportazioni dimenticati e sommersi letteratura femminile libri Luce d'Eramo Nabokov nucleo zero scrittori

Categorie

Commenti Recenti

Cloud delle categorie

Aldo Palazzeschi Amelia Rosselli Anna Banti Anna Maria Ortese Antonio Tabucchi Brunella Lottero Cristiano Cavina Elsa Morante Fausta Cialente Gesualdo Bufalino Giuseppe Aloe Grazia Deledda indice Irène Némirovsky Jean-Noel Schifano Jàchym Topol Lavanya Sankaran Luce d'Eramo Marcel Proust Marguerite Yourcenar Mariateresa Di Lascia Martino Ferro opionini galattiche Pietro Grossi Rosetta Loy Senza Categoria Sergio Falcone Tommaso Landolfi Vasco Pratolini Virginia Woolf

Blog Stats

Più cliccati

Post più letti